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La Legge di Bilancio 2020 (LEGGE 27 dicembre 2019, n. 160) introduce, per il periodo di imposta 2020, un Credito di Imposta per gli investimenti in Ricerca e Sviluppo, in transizione tecnologica, in innovazione tecnologica 4.0 e in altre attività innovative. La nuova disciplina trova applicazione per il periodo di imposta successivo al 31.12.2019 e si sostituisce al Credito di Imposta per investimenti in Ricerca e Sviluppo previsto dall'art. 3 del D.L. n. 145/2015 che sarebbe dovuto rimanere in vigore anche per il 2020 (art. 1 – comma 198).

In sintesi, la manovra ha previsto due importanti novità:

  • • la riduzione delle percentuali di agevolazione per Ricerca e Sviluppo;
  • • l’introduzione di nuovi Crediti d’Imposta per l’innovazione tecnologica 4.0, il design e l’ideazione estetica.

 

ATTIVITÀ DI RICERCA E SVILUPPO

Il Credito d’Imposta per Attività di Ricerca e Sviluppo è un’agevolazione fiscale che incentiva le imprese ad innovare processi e prodotti aumentando, così, la loro competitività sul mercato. Il Credito spetta a tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti indipendentemente dalla forma giuridica e dal settore economico in cui operano, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito d'impresa che effettuano investimenti in una delle attività per cui è stata prevista l'agevolazione.
Per le imprese ammesse al credito d’imposta, la fruizione del beneficio spettante è subordinata alla condizione del rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro applicabili in ciascun settore e al corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.
Non possono invece accedere le imprese in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale, altra procedura concorsuale e quelle destinate a sanzioni interdittive.

 

MISURA DELL’AGEVOLAZIONE

Il credito di imposta è riconosciuto per le attività di Ricerca e Sviluppo (sono considerate attività di Ricerca e Sviluppo ammissibili al credito di imposta le attività di ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale), in misura pari al 12 per cento della relativa base di calcolo, al netto delle altre sovvenzioni o contributi a qualunque titolo ricevute per le stesse spese ammissibili, nel limite massimo di 3 milioni, ragguagliato ad anno in caso di periodo di imposta di durata inferiore o superiore a dodici mesi; Quindi, rispetto alla precedente normativa, non è più rilevante il calcolo incrementale rispetto alla media del periodo 2012-2014.

 

SPESE AMMISSIBILI

La Legge di Bilancio 2020 ha individuato in modo estremamente dettagliato il tipo di investimenti agevolabili per ogni singola attività ai fini della determinazione della base di calcolo del credito d'imposta.
a) spese di personale relative ai ricercatori e ai tecnici titolari di rapporto di lavoro subordinato o di lavoro autonomo o altro rapporto diverso dal lavoro subordinato;
b) quote di ammortamento, canoni di locazione finanziaria o di locazione semplice e altre spese relative ai beni materiali mobili e ai software utilizzati, nel limite massimo complessivo pari al 30% delle spese di personale di cui al punto precedente;
c) spese per contratti di ricerca extra-muros aventi ad oggetto il diretto svolgimento da parte del soggetto commissionario delle attività di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta; nel caso di contratti di ricerca extra-muros stipulati con università e istituti di ricerca residenti nel territorio dello Stato, le spese concorrono a formare la base di calcolo del credito d’imposta per un importo pari al 150% del loro ammontare;
d) quote di ammortamento relative all’acquisto da terzi, anche in licenza d’uso, di privative industriali relative a un’invenzione industriale o biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale, nel limite massimo complessivo di euro 1.000.000,00;
e) spese per servizi di consulenza e servizi equivalenti inerenti alle attività di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta, nel limite massimo complessivo pari al 20% delle spese di personale ammissibili indicate alla lettera a) ovvero delle spese ammissibili indicate alla lettera c);
f) spese per materiali, forniture e altri prodotti analoghi impiegati nei progetti di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta svolte internamente dall’impresa anche per la realizzazione di prototipi o impianti pilota, nel limite massimo del 30% delle spese di personale indicate alla lettera a) ovvero, nel caso di ricerca extra-muros, del 30% dei costi dei contratti indicati alla lettera c).

 

ATTIVITÀ DI INNOVAZIONE TECNOLOGICA

La manovra 2020 ha previsto un nuovo bonus fiscale che si applica agli investimenti per la transizione ecologica e l’innovazione digitale 4.0 specificatamente limitato alle attività di innovazione tecnologica, ovvero volte alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati (un bene materiale o immateriale o un servizio o un processo che si differenzia, rispetto a quelli già realizzati o applicati dall’impresa, sul piano delle caratteristiche tecnologiche o delle prestazioni o dell’eco-compatibilità o dell’ergonomia o per altri elementi sostanziali rilevanti nei diversi settori produttivi).

Il Credito spetta a tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti indipendentemente dalla forma giuridica e dal settore economico in cui operano, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito d'impresa che effettuano investimenti in una delle attività per cui è stata prevista l'agevolazione. Non possono invece accedere le imprese in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale, altra procedura concorsuale e quelle destinate a sanzioni interdittive. La fruizione del beneficio spettante è subordinata alla condizione del rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e al corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

 

MISURA DELL’AGEVOLAZIONE

La percentuale del credito di imposta riconosciuto per le attività di innovazione tecnologica è del 6% della relativa base di calcolo, al netto delle altre sovvenzioni o contributi a qualunque titolo ricevute sulle stesse spese ammissibili. D’altra parte, si riconosce il 10% di bonus fiscale della relativa base di calcolo per le attività di innovazione tecnologica destinate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati per il raggiungimento di un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0. Per entrambe le opzioni, vale la regola del limite massimo di 1,5 milioni di euro.

 

SPESE AMMISSIBILI

Di seguito elenchiamo le spese ammissibili per la determinazione della base di calcolo del credito d’imposta:
a)
spese per il personale titolare di rapporto di lavoro subordinato o di lavoro autonomo o altro rapporto diverso dal lavoro subordinato;
b) quote di ammortamento, canoni di locazione finanziaria o di locazione semplice e altre spese relative ai beni materiali mobili e ai software utilizzati, nel limite massimo complessivo pari al 30% delle spese di personale di cui al punto precedente;
c) spese per contratti aventi ad oggetto il diretto svolgimento da parte del soggetto commissionario delle attività di innovazione tecnologica ammissibili al credito d’imposta;
d) spese per servizi di consulenza e servizi equivalenti inerenti alle attività di innovazione tecnologica ammissibili al credito d’imposta, nel limite massimo complessivo pari al 20% delle spese di personale indicate alla lettera a);
e) spese per materiali, forniture e altri prodotti analoghi impiegati nelle attività di innovazione tecnologica ammissibili al credito d’imposta anche per la realizzazione di prototipi o impianti pilota, nel limite massimo del 30% delle spese di personale indicate alla lettera a), ovvero del 30% delle spese per i contratti indicati alla lettera c).

 

ATTIVITÀ DI DESIGN E IDEAZIONE ESTETICA

È un nuovo bonus fiscale introdotto dalla Manovra 2020 per attività innovative inerenti al design e all’ideazione estetica per la concezione e realizzazione di nuovi prodotti e campionari. Possono richiederlo tutte le imprese che operano nei settori tessile e moda, calzaturiero, occhialeria, orafo, mobili e arredo e della ceramica, residenti nel territorio italiano, indipendentemente dalla loro forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale, che effettuano investimenti in attività innovative.

 

MISURA DELL’AGEVOLAZIONE

Il credito d’imposta è riconosciuto per le attività innovative di design e ideazione estetica in misura pari al 6 per cento della relativa base di calcolo, al netto delle altre sovvenzioni o contributi a qualunque titolo ricevute sulle stesse spese ammissibili, nel limite massimo di 1,5 milioni di euro, ragguagliato ad anno in caso di periodo d’imposta di durata inferiore o superiore a dodici mesi.

 

SPESE AMMISSIBILI

Di seguito elenchiamo le spese ammissibili per la determinazione della base di calcolo del credito d’imposta:
a) spese per il personale titolare di rapporto di lavoro subordinato o di lavoro autonomo o altro rapporto diverso dal lavoro subordinato;
b) quote di ammortamento, canoni di locazione finanziaria o di locazione semplice e altre spese relative ai beni materiali mobili utilizzati nelle attività di design e innovazione estetica ammissibili al credito d’imposta, compresa la progettazione e realizzazione dei campionari, per l’importo ordinariamente deducibile ai fini della determinazione del reddito d’impresa e nel limite massimo complessivo pari al 30% delle spese di personale indicate alla lettera a);
c) spese per contratti aventi ad oggetto il diretto svolgimento da parte del soggetto commissionario delle attività di design e ideazione estetica ammissibili al credito d’imposta, stipulati con professionisti o studi professionali o altre imprese;
d) spese per servizi di consulenza e servizi equivalenti utilizzati esclusivamente per lo svolgimento delle altre attività innovative ammissibili al credito d’imposta, nel limite massimo complessivo pari al 20% delle spese di personale indicate alla lettera a) ovvero alla lettera c);
e) spese per materiali, forniture e altri prodotti analoghi impiegati nelle attività di design e ideazione estetica ammissibili al credito d’imposta, nel limite massimo pari al 30% delle spese di personale indicate alla lettera a) ovvero delle spese per i contratti di cui alla lettera c). 

 

OBBLIGHI DOCUMENTALI

La disciplina prevede alcuni obblighi documentali:

• certificazione della documentazione, ai fini del riconoscimento del credito d’imposta, l’effettivo sostenimento delle spese ammissibili e la corrispondenza delle stesse alla documentazione contabile predisposta dall’impresa devono risultare da apposita certificazione rilasciata dal soggetto incaricato della revisione legale dei conti.
• relazione tecnica, le imprese beneficiarie della misura sono tenute a redigere e conservare una relazione tecnica che illustri le finalità, i contenuti e i risultati delle attività ammissibili svolte in ciascun periodo d’imposta in relazione ai progetti o ai sotto progetti in corso di realizzazione.
• comunicazione al Ministero dello Sviluppo economico.

 

NORMATIVA DI RIFERIMENTO

La disciplina dell’agevolazione è dettata dall’articolo 3, Dl 145/2013, mentre le relative disposizioni di attuazione sono contenute nel Dm 27 maggio 2015. Numerose le modifiche introdotte nel corso degli anni all’ articolo 3, Dl 145/2013. L’ultima fa capo alla Legge di Bilancio 2020 (legge 160/2019), la quale prevede un nuovo credito di imposta in sostituzione del precedente per investimenti in Ricerca e Sviluppo.

Per ulteriori chiarimenti in materia è possibile far riferimento ai seguenti documenti, messi a disposizione:

• Articolo 3 del decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 145 - "Interventi urgenti"
• Decreto attuativo 27 maggio 2015 del Ministero dell’Economia e delle Finanze - Attuazione del credito d'imposta per attività di ricerca e sviluppo
• Circolare dell’Agenzia delle Entrate n.5E del 16 marzo 2016 sull’art.3 del DL 145/2013
• Circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 13/E del 27 aprile 2017
• Circolare direttoriale 9 febbraio 2018, n. 59990 - Chiarimenti sull'applicazione della disciplina nel settore del software
• Circolare dell'Agenzia delle Entrate n.10/E del 16 maggio 2018
• Risoluzione dell'Agenzia delle Entrate n. 46/E del 22 giugno 2018
• Legge 30 dicembre 2018, n.145 (Legge di Bilancio 2019)
• Circolare direttoriale 15 febbraio 2019, n. 38584 – Chiarimenti concernenti la documentazione contabile
• Risoluzione dell'Agenzia delle Entrate n. 40/E del 2 aprile 2019
• Circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 8 del 10 aprile 2019 - Paragrafo 3.1
• Legge 27 dicembre 2019, n. 160 (Legge di Bilancio 2020), s.m.i.
• Circolare Unione Industriale Torino n. 3543 del 3 febbraio 2020

 

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