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Nome progetto: ARTACLIM
Obiettivo: Costruzione di una strategia d’adattamento ai cambiamenti climatici


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 Il Progetto ARTACLIM nasce dall’urgenza e dalla necessità di trovare risposte adeguate e concretamente efficaci agli impatti del cambiamento climatico nelle zone alpine. 

ARTACLIM è un Progetto di ricerca-azione che intende integrare ai bisogni e alle specificità dei territori coinvolti la loro governance nell’ambito della programmazione e pianificazione territoriale delle amministrazioni transfrontaliere, così da intervenire favorendo l’introduzione di misure di adattamento ai cambiamenti climatici.

L’Istituto Italiano Ricerca e Sviluppo si è recentemente aggiudicato insieme alla Fondazione Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici la gara d’appalto indetta dal Politecnico di Torino per l’esternalizzazione dello studio di vulnerabilità, la formazione e la costruzione della strategia per l’adattamento agli effetti del cambiamento climatico per la Zona Omogenea del Pinerolese nell’ambito del Progetto europeo ALCOTRA ARTACLIM.

 

Aggiornamento risultati ALCOTRA-ARTACLIM (30 Luglio 2019)

Lo studio del team di ricercatori della Fondazione CMCC Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici e dell’Istituto Italiano Ricerca e Sviluppo - ISIRES S.r.l., nell’ambito del Progetto Europeo Interreg ALCOTRA-ARTACLIM, ha analizzato come gli effetti dei cambiamenti climatici in atto e attesi per i prossimi decenni potranno influenzare i 45 comuni della Zona Omogenea del Pinerolese (ZOP), a sud-ovest del capoluogo piemontese. L’esito dell’attività di ricerca-azione svolta negli ultimi mesi contiene un’innovativa metodologia per la valutazione della vulnerabilità ai cambiamenti climatici del territorio, utile per identificare possibili soluzioni resilienti per le Valli del pinerolese.

Tra i risultati più interessanti dello studio emergono indubbiamente le variazioni climatiche attuali e future nella zona: oltre a un generale aumento delle temperature, più pronunciato se si considera uno scenario futuro molto energivoro, è anche previsto un incremento delle ondate di calore (giorni con temperatura massima maggiore di 35°C) e delle cosiddette “notti tropicali” (dove la minima non scende al di sotto dei 20°C), soprattutto nell’area pianeggiante pinerolese. In inverno, i giorni di “freddo” tenderanno a ridursi, con tendenze sempre più rare del termometro ad abbassarsi sotto lo zero termico, in particolare nelle aree alpine. Poco confortante anche il trend delle precipitazioni, progressivamente sporadiche nel lungo termine, ma nel contempo caratterizzate da un aumento dell’intensità e dei massimi giornalieri, soprattutto in pianura dove gli effetti di questi eventi estremi e violenti sono spesso già evidenti. Da queste osservazioni, il team ha avviato un lavoro approfondito di analisi che ha condotto all’individuazione delle debolezze e delle ricadute sul territorio, al fine da incoraggiare possibili approcci migliorativi e più consapevoli.

Ne è emerso un quadro articolato e documentato che si concentra in particolare su alcuni impatti di rilievo per la pianificazione del territorio, dell’ambiente e delle risorse locali: dalle variazioni di intensità e distribuzione dei rischi naturali (inondazioni e piene, frane, valanghe e incendi) tra i 45 comuni della ZOP; agli effetti sempre più evidenti su alcuni centri abitati particolarmente esposti e sul funzionamento di certe infrastrutture molto vulnerabili; sino alle ricadute sul turismo, tanto invernale quanto estivo, per via delle variazioni climatiche sempre più distanti dall’immaginario sciistico della zona alpina e progressivamente più caratterizzate da ondate di calore ed eventi estremi.

Per contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici, la Zona Omogenea del Pinerolese dovrà quindi lavorare su più livelli, tenendo conto che seppur meno rilevante in alcune fasce, la condizione di rischio climatico per l’intera area oramai non è più considerabile come nulla. L’affidabile valutazione della vulnerabilità e del rischio condotta dagli esperti di CMCC e ISIRES infine individua una serie di raccomandazioni di medio e lungo termine per contenere il rischio, integrare il tema dei cambiamenti climatici nella pianificazione territoriale, accrescere la consapevolezza tra gli attori locali, e garantire una gestione del vasto territorio delle valli pinerolesi resiliente ai cambiamenti e più sostenibile.

La heatmap sotto mette graficamente in evidenza i risultati ottenuti finora.

Aggiornamento risultati ALCOTRA-ARTACLIM (4 ottobre 2019) → LINK

Nome progetto: DIGITAL ENVIRONMENT
Obiettivo: Monitoraggio digitale dei parametri ambientali indoor per gli edifici non residenziali ad alta concentrazione umana


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Ad oggi, la comunità scientifica internazionale ha prestato sempre più attenzione allo studio della qualità degli ambienti indoor, identificando una serie di agenti inquinanti che possono essere potenzialmente dannosi per la salute umana.

Vista l’importanza di questi fattori per la sicurezza e il benessere della salute, l’Istituto Italiano Ricerca e Sviluppo ha avviato una attività di Ricerca, che mira all’adozione di una nuova tecnologia per il monitoraggio continuo, wireless e online che al momento consente la lettura ed il controllo di 26 diversi parametri ambientali tra i quali temperatura, umidità, presenza di gas radon o di formaldeide nell’aria e inquinamento acustico.

L’obiettivo del Progetto è quello di comprendere la natura della composizione dell’ambiente indoor studiato grazie alla puntuale e costante raccolta delle misurazioni in modo tale da poter analizzare i dati così da rilevare inquinanti e criticità per intervenire con eventuali soluzioni correttive volte al miglioramento della qualità ambientale.

Una volta raggiunta la bontà delle analisi, sarà quindi possibile replicare ed applicare questo Modello di studio in altri diversi contesti indoor.

Nome progetto: DEEP GREEN
Obiettivi:
1- Algoritmi matematici per interoperabilità con Big Data Analytics nella green economy;
2- Creazione di un prototipo di Data Binder per sviluppare le funzioni di controllo automatico e predittivo del confort ambientale


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Oggi il settore Energy & Utilities sta cambiando velocemente e i player energetici tradizionali devono affrontare importanti sfide per sopravvivere ai grandi cambiamenti in atto. La continua crescita della generazione di energia di fonti di tipo rinnovabili ha portato a profonde trasformazioni della rete.

Nell’ambito della Digital Disruption del settore energetico (Digital Energy) l’Istituto Italiano Ricerca e Sviluppo, lavorando in sinergia con ricercatori e professionisti del settore, sta svolgendo un'attività di Ricerca che mira alla realizzazione di un nuovo sistema di gestione energetica per gli edifici ad uso abitativo e produttivo basata sui processi di Big Data Analytics e sulla creazione di algoritmi intelligenti.

Il Progetto di Ricerca DEEP GREEN si pone l’obiettivo di riuscire a sfruttare le potenzialità offerte dalle scoperte sull’intelligenza artificiale per ampliare gli orizzonti della Green Economy. Gli obiettivi del Progetto sono quelli di raggiungere un alto grado di automatizzazione e digitalizzazione nella gestione energetica di Smart Building.